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Politica ed Economia - Da che parte stanno gli scout?
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Per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale il nostro Paese si trova ad affrontare il rischio di un repentino impoverimento di massa, di uno stravolgimento delle opportunità di realizzazione professionale, di una caduta di credibilità all'estero.

Noi, educatori scout dell’Agesci, impegnati da diversi decenni nella formazione integrale delle giovani generazioni di questo Paese, ci sentiamo chiamati ad adoperarci per il cambiamento della politica e dell'economia. Sentiamo di doverlo fare perché dobbiamo essere educatori credibili che parlano anzitutto con il loro esempio.

Sentiamo di dover testimoniare che una politica buona e diversa ed un'economia buona e diversa sono possibili e che per esse è bene lottare.

La politica buona è quella vissuta con spirito di servizio, fondata sulla gratuità, sull’onestà personale, sulla sobrietà e onorabilità dello stile di vita, sulla ricerca costante del bene comune e quindi sulla capacità e sul coraggio di proporre scelte talvolta difficili ed anche impopolari, che possono prevedere sacrifici, specie per chi possiede di più.

Una politica buona è fondata oltre che su contenuti e programmi di qualità, anche, sul limite etico ed estetico che pone un freno alla violenza del linguaggio, all’abbrutimento delle parole, all’aggressione finalizzata all’affermazione di sé e delle proprie idee.

Un'economia buona è fondata sul lavoro e non sulla finanza per la finanza, sui principi della trasparenza e della responsabilità, è orientata a favorire uno sviluppo diffuso ed equilibrato, è governata da regole eque e chiare, è promossa per il miglioramento reale delle condizioni di vita della collettività e non per il miraggio di un arricchimento facile ed immediato. Un’economia buona è fondata su un limite sociale, ambientale ed economico all'avidità ed all’accumulo sfrenato di patrimoni.

La sintesi della nostra proposta educativa sta – da oltre cento anni - nel motto: ”Estote Parati”, Siate Pronti!

E’ l’impegno personale, diretto, responsabile, disinteressato e coerente per un miglioramento effettivo delle condizioni di tutti e di ciascuno.

Per la possibilità di abitare spazi di democrazia, promuovere luoghi di confronto, offrire le proprie capacità e disponibilità a favore della collettività, noi scout e guide siamo pronti, ci sentiamo preparati.

  • Siamo pronti a fronteggiare le avversità inedite di questo tempo con animo saldo e con spirito solidale.
  • Siamo pronti a percorrere nuove strade perché sia restituito un futuro umano e professionale ai giovani, in Italia e altrove.
  • Siamo pronti a ricercare, proporre o appoggiare soluzioni politiche, sociali ed economiche basate sulla sobrietà, sulla solidarietà, sulle pari opportunità, che possono essere un grande investimento in termini valoriali ed anche economici.
  • Crediamo nell’educazione come leva del cambiamento, che sappiamo e possiamo usare. Siamo pronti quindi ad adeguare la nostra proposta educativa al mutare degli eventi, progettando e proponendo azioni di coraggio ai nostri giovani, per loro, per le loro città e le loro comunità.
  • Siamo pronti al libero e fruttuoso concorso con Associazioni, a promuovere patti ed alleanze con movimenti e altre forze della società civile, per ricostruire un tessuto sociale oggi fragile e a volte compromesso.
  • Proprio perché ci occupiamo di educazione, non ci sentiamo interpellati da iniziative elettoralistiche. Rispettiamo quanti si impegnano in buona fede e onestà in progetti politici degni e nobili, capaci di restituire fiducia ai cittadini e ai giovani. E capaci di incoraggiarli a prepararsi al futuro, personale e comune, con competenza e passione. Siamo pronti, continuiamo ad essere pronti, a scommettere ancora di più sui giovani, ad allenarli a conquistare-difendere-gestire spazi di responsabilità, ad accompagnarli nei percorsi di avvicinamento alla politica e di impegno per una cittadinanza sempre più consapevole e attiva.
  • Siamo pronti, ancora una volta, ad impegnarci per realizzare i valori custoditi nella nostra Costituzione Repubblicana e ad onorare la storia ed il nome del nostro Paese. 

Per tutto questo siamo pronti!

Consiglio nazionale AGESCI

Roma, 9 ottobre 2011

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Commenti
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#1 | francesco il October 12 2011 16:12:50
Documento sicuramente condivisibile e che può essere certamente utile per dibattiti, capitoli nelle comunità capi e nei clan, bisogna però renderlo anche cosa pratica e concreta nelle risposte che l'associazione fornisce specialmente ai capi giovani e alla tenuta di questi all'interno delle comunità capi in relazione anche alla spinta motivazionale che possono fornire i campi di formazione.
#2 | andrea il October 14 2011 15:11:17
Mi sembra più un mandato per l'incontro di Todi del 17 ottobre che l'elaborazione di una linea associativa. Vorrà dire che dal 18 ottobre, dopo Todi, cominceremo a progettare qualche proposta?
#3 | Enrico il October 18 2011 16:34:45
A mio parere non si tratta di un documento preparatorio... tanto più che la pratica del "buon cittadino e del buon cristiano" caratterizza e declina tutte le attività che devono essere svolte in associazione. E' giusto ribadire l'importanza di certi argomenti in tempi tempestosi come questi. Proposte pratiche devono venire dal basso non "calate" dall'alto, tant'è che la "gerarchia associativa" progetta per essere di sostegno a chi compie direttamente un servizio educativo attivo (il classico esempio della piramide rovesciata che si sente ai campi di formazione). A questo punto è necessario essere efficaci all'ennesima potenza e cominciare ad essere propositivi, sempre però, con la consapevolezza che continueremo ad essere un'associazione che fa politica ma apartitica (Credo lo scoutismo non scenderà mai in campo, nemmeno in una formazione politica auspicata dalla CEI, snaturerebbe il significato e la storia dell'intero movimento)
#4 | daniele il October 20 2011 13:05:15
tutto giusto, ma a noi dovrebbe bastre il punto 4. l'agesci sa di poter cambiare il mondo attraverso l'educazione, conscia del fatto che i risultati non sono a breve termine. il fatto stesso di lavorare sul "piano di appoggio" della società richiede sì tempi lunghi ma è l'unica che può radicare cambiamenti significativi e duraturi. tutto il resto ne è una conseguenza. questo non vuol dire frsi scivolare addosso i pur reali e gravi problemi in cui annaspiamo, ma usare un minimo di spirito progettuale e saper guardare un pò più in là...."e poi ancora più in là"...
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