Il campo scout, qualunque esso sia (vacanze di branco/cerchio, campo estivo di reparto, route di clan/fuoco a piedi, in bicicletta, in canoa od altro) non è mai un campeggio, o un soggiorno estivo, una colonia, o un trekking.
Soprattutto il campo scout va vissuto con lo stile particolare che fa di esso il momento per eccellenza della vita dell'unità. Perché il campo sia realizzato in tali dimensioni, ecco alcuni suggerimenti ed attenzioni.
Prima del campo
Quando pensi al campo, immagina non uno scenario come sfondo indifferente di attività anonime, ma uno spazio-ambiente di cui vale la pena conoscere la storia e le caratteristiche.
Prendi informazioni sui luoghi del campo: da riviste, libri, testi, da carte della zona. Rivolgiti per questo alla biblioteca, alla Pro Loco, al Comune, alla Comunità montana, ecc. Organizza tra i ragazzi un gioco di raccolta di dati ed informazioni. Visita il luogo del campo con i ragazzi: sarà più facile la progettazione delle attività e, inoltre, contribuirai a far conoscere in un momento diverso l'ambiente che vi ospiterà. Abituati e abitua i tuoi ragazzi a lasciarsi interrogare dall'ambiente del campo e ad immaginare e sognare in quel posto le attività che farete. Informati sulle norme e leggi che vigono in quell'area, non solo per ottenere nel modo giusto i permessi di campo, ma anche per capire che esistono obblighi e doveri da rispettare.
Per esempio: le normative regionali sui campeggi, o sui soggiorni dei minori, sulla tutela della flora e della fauna, sui vincoli di taglio o di scavo, ecc. Prendi contatti con le persone del luogo, non solo per l'organizzazione logistica, ma soprattutto per conoscere, capire e, magari, diventarne amico.
Stendi un progetto del campo tenendo conto che l'ambiente in cui andrai con i tuoi ragazzi è una ricchezza che può offrirti validi messaggi educativi solo se tu sai conoscerlo e rispettarlo, ed è una risorsa che ti viene data come dono e di cui tu, ospite di passaggio, devi garantire la conservazione. Fai con i tuoi ragazzi un progetto di valutazione di impatto ambientale del campo e comunicalo al proprietario e al Comune.
Stendi un regolamento interno al campo che aiuti ragazzi a capire cosa e possibile fare e cosa no. Se il progetto del tuo campo rischia di essere in contrasto con un adeguato rispetto dell'ambiente, cambia il progetto: non essere cieco ed indifferente (pretendere che sia l'ambiente a cambiare).
Durante il campo
Organizza la costruzione del campo come se tu fossi l'amministratore dell'ambiente: non pensare che tutto sia vietato (taglio degli alberi, costruzioni, ecc.), ma ciò che fai, fallo con competenza (acquisiscila!) e in modo non tanto da non a recare danno quanto da apportare dei benefici.
Le tue costruzioni siano all'insegna della semplicità, della funzionalità e del buon gusto: le cose fatte e rifinite male costituiscono un segno di degrado. Non credere di essere l'unico proprietario dello spazio e non intralciare quindi l'attività di chi risiede o utilizza l'area. Costruisci un «villaggio globale» e non una fortezza inespugnabile.
Provvedi ad organizzare un corretto riciclo dei rifiuti ed un uso equo degli approvvigionamenti. II tuo piccolo villaggio produce rifiuti che devono essere selezionati adeguatamente, ma prima ancora hai bisogno di materiali ed energia a basso grado di inquinamento.
Preoccupati pertanto di acquistare soprattutto prodotti locali non confezionati (porterai anche un beneficio economico ai residenti), o comunque non conservati in scatole o in confezioni di plastica.
Seleziona i rifiuti in modo da riciclare tutto ciò che riesci (carta, vetro, metallo, sostanza organica, ecc.) e organizza un centro di smistamento dei rifiuti. Usa saponi e detersivi biodegradabili e localizza i servizi igienici in aree lontane dall'acqua, dalle strade e dalle cucine.
Utilizza, per la cucina ed i fuochi, la legna che trovi sul posto a terra, selezionandola per tipo e dimensioni. Organizza le tue attività di campo in modo da sfruttare creativamente ciò che l'ambiente ti offre, ma rispetta sempre le abitudini e le attività di chi vi lavora.
Fai una prova: organizza una «giornata del silenzio» per stare nell'ambiente senza deturparlo con voci e rumori inutili. Proponi la sfida della «guardia notturna»: che ogni ragazzo abbia la possibilità di vegliare sul campo nel silenzio della notte. Non pensare che l'attività sia tutto: basa la vita del campo su ritmi regolari e non frenetici e godi anche dei momenti di tranquillità e di relax che la vita all'aperto ti offre. II tuo campo sia un villaggio aperto: costruirai rapporti con l'esterno.
Fai acquisti in paese; organizza incontri di festa, di spiritualità, di gioco; offri una mano a chi ha bisogno; dai un po' del tuo tempo per migliorare l'ambiente che ti ospita.
Termina il campo solo dopo aver verificato il tuo impatto.
Controlla che tutto sia in ordine e sii attento e responsabile: non aver paura di ammettere gli errori. Cerca anzi di porvi rimedio subito, in accordo con il proprietario del terreno.
Chiedi sempre ai tuoi ragazzi «Abbiamo lasciato il posto meglio di come l’abbiamo trovato?».
Prima di partire rivolgi una preghiera di ringraziamento e di aiuto al Signore: la parte difficile dell'impegno ad un migliore rispetto dell'ambiente comincia quando tornerete a casa.
Dopo il campo
Ringrazia con una lettera o con un dono tutte le persone del luogo che hanno contribuito alla riuscita del campo (sindaco, proprietario, parroco, negozianti, medico, ragazzi, ecc.).
Se hai fatto una pubblicazione sul campo o stampato fotografie significative fanne dono alla comunità che ti ha ospitato. Sentiti partecipe dei problemi della gente: se puoi risolvere loro qualcuno di essi, fallo con i tuoi ragazzi, con il gruppo scout, o anche da solo (per es.: la celebrazione natalizia o le feste del carnevale; il taglio della legna per gli anziani; una festa o un lavoro per la parrocchia o l'asilo, ecc.). Torna sul posto con i ragazzi ed osserva, a distanza di tempo, come si presenta l'ambiente. Organizza una «caccia alla traccia» o un reportage fotografico.
Verifica i risultati dell'impatto del campo sull'ambiente: cerca di capire cosa non è andato e cosa è ben riuscito. Discutine con il proprietario e con i ragazzi. Stimola i ragazzi e te stesso ad osservare alcuni comportamenti quotidiani di rispetto dell'ambiente che avete sviluppato al campo.
E’ nelle attività quotidiane che occorre incidere per una migliore qualità della vita.
L'arte dello scout nel vivere all’aria aperta è fatta di tecniche e di competenze che vanno acquisite con progressione e vanno applicate nelle attività ordinarie: la topografia, la meteorologia, la conoscenza del bosco e del cielo, l'osservazione degli animali, lo studio della terra e dell'acqua non sono aspetti teorici o accademici dell'attività scout.
Rappresentano, invece, le conoscenze minime ed indispensabili per poter campeggiare con successo e vivere nell'ambiente in modo corretto.
Paradossalmente ogni capo scout dovrebbe rinunciare al campo estivo se non è stato in grado di educare i suoi ragazzi all'apprendimento delle tecniche base dello scouting e alla loro applicazione concreta.
Per finire: forse il vecchio motto di B.-P. «Lasciare dietro di te solo due cose: nulla e il tuo grazie» dovrà essere modificato ed integrato: « ... e il posto migliore di come lo hai trovato».
Enrico Calvo, Campeggiare da scout, Scout-Proposta educativa, 1992, n.18, pp.12-13 |